Una leggenda indiana narra che il nostro mondo ha origine da un uovo d’oro. Non di meno sono stati i Maya e gli Incas che pur appartenendo al continente americano hanno instaurato un profondo legame tra i loro dei e l’oro. L’uomo trova presto il desiderio di ornarsi per motivi religiosi o artistici. Il sacro, il bello e il feticcio si confondono nel gioiello. Poi sembra che prenda il sopravvento la funzione estetica dell’ornamento. A tale scopo sono interessate le tecniche di
lavorazione applicate 2000 anni a.C. dagli egizi, come il sistema della fusione con il procedimento della “cera persa”. Una tra le più antiche tecniche di lavorazione è quella della
granulazione, iniziata 3000 anni a.C. dai Sumeri, e poi sviluppata dagli etruschi (VII-VI
secolo a.C.). Si tratta di ornamenti costituiti da piccolissime sfere saldate in modo invisibile
sulla superficie dell’oggetto. Nell’antichità non esisteva solo l’oggetto plasmato in oro ma
anche arricchito di pietre, smalti e ceramiche.

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